Numero unico prenotazioni 3347299191 - 0184541444 segreteria@podomedica.it

IL CAMMINO DI SANTIAGO DAL  PUNTO DI VISTA

DEL PODOLOGO PODOIATRA

 I MIEI CONSIGLI, LA MIA ESPERIENZA PERSONALE,

COME PREPARARSI, COSA SI PUO’ FARE E COSA NO

IMG_4417

Prof Avagnina Cammino di Santiago

E’ da molti anni che il nostro studio di Podologia e Podoiatria, prepara molti pazienti, provenienti da tutta Europa ad affrontare a piedi l’intero percorso del famoso Cammino di Santiago (  ci riferiamo alla rotta più conosciuta per chi giunge da fuori la Penisola Iberica, chiamata anche Cammino Francese e lunga circa 800 km), dai Pirenei fino alla Galizia per il quale occorre mediamente un mese di cammino.

Non essendo un’impresa sportiva, ma una esperienza umana in primis, per godere e arricchirsi di tale esperienza così unica, occorre trovare il proprio ritmo biologico e seguire quello (così frequentemente violentato nella quotidianità), ma prima di pensare a tutto questo, bisogna anche curare la preparazione fisica per il viaggio, partendo proprio dai propri piedi, che se non riusciranno a sopportare il peso di circa 30 km di cammino al giorno su terreni accidentati,  tra salite e discese, potrebbe svanire la possibilità di realizzare fino alla fine il proprio sogno ed essere costretti ad interrompere il ” Cammino “.

Cosa bisogna fare, quindi,  onde evitare spiacevoli problemi ai piedi, ai muscoli, ai tendini, durate il percorso ? Cosa può fare il Podologo Podoiatra ?

Che scarpe portare ? E’ utile un plantare su misura ?

A tutte queste domande, cercherò di dare una risposta esaustiva, basata anche sulla mia esperienza personale, avendo da poco tempo percorso questo bellissimo itinerario.

VISITA PRELIMINARE E PLANTARI SU MISURA ?

La prima cosa da fare, nel caso si volesse intraprendere il percorso verso Santiago de Compostela è rivolgersi al Podologo Podoiatra, in modo da poter effettuare una visita preventiva completa, podologica, posturale  e biomeccanica, al fine di capire prima se si ha la necessita di dover partire muniti di plantari effettuati su misura ed ottenuti dal calco corretto del vostro piede, o se si devono recepire diversi accorgimenti legati alla condizione della propria pelle o del proprio sistema muscolo scheletrico…

LA SCELTA DELLE SCARPE E DEI CALZINI E’ IMPORTANTE ?

IMG_4908

E’ fondamentale anche capire come partire con le scarpe giuste per i propri piedi:  il Podoiatra , dopo aver compreso come siate fatti e come funzionate da un punto di vista deambulativo, vi suggerirà le scarpe più adatte alle vostre esigenze ed anche il tipo di scarpe, se da trekking alte o basse, se da ginnastica e di che tipo, se sandali aperti da outdoor. Generalmente sui siti internet consigliano scarpe da trekking traspiranti possibilmente non nuovissime, con suola morbida e leggera ( toglietele ad ogni sosta, il piede respira ) ed anche un paio di sandali per far respirare i piedi nei tratti su strada asfaltata, ma esistono molte diversità tra i vari tipi in commercio e tutto deve essere relazionato alla forma e al funzionamento dei vostri propri piedi e non a quelli di qualcun altro…

I calzini da trekking sono una componente importante per evitare la comparsa delle vesciche, sicuramente più costosi, ma molto utili.

Una crema anti-vesciche è anche essa consigliata ed utilizzata insieme a tutti gli accorgimenti di cui sopra, farà in modo di evitarvi delle brutte e fastidiose vesciche, che in molti casi, portano anche a dover abbandonare il percorso.

COME COMPORTARSI SE LE VESCICHE COMPAIONO DURANTE IL CAMMINO ?

Vescica Piedi - Cammino di Santiago

Sconsiglio vivamente i cerotti per vesciche, camminando dopo un po’ si staccano e quindi non si ottiene il risultato sperato…  anche se alcuni li raccomandano almeno nelle prime fasi.

Mentre la cosa importante da fare è forare subito  la vescica e far fuoriuscire il liquido interno, quindi disinfettarla bene con del Betadine o qualsiasi disinfettante e coprirla, lasciandola traspirare con della garza sterile.

Io personalmente, durante il mio cammino, ho visto un caso di vescica trascurata, che si è infettata, alla quale è stata tolta la parte superficiale, ma che ha causato un cambiamento di postura del piede, che nei giorni successivi, si è evoluta una grave tendinopatia achillea con edema e quindi l’impossibilità anche solo ad appoggiare il piede !

Tutto causato… da una semplice vescica …

Pin It on Pinterest

Share This
WhatsApp chat